Gratuito Patrocinio

Il Cavallo Rosa offre il patrocinio gratuito per gli illeciti di violenza sessuale su minore nel processo sportivo.

Il tesserato o l’affiliato che abbia conoscenza di atti sanzionabili ha il dovere di farne denuncia immediata al Procuratore Federale; quest’ultimo, all’esito delle espletate indagini, ove ravvisasse l’effettiva commissione di un illecito disciplinare ad opera del soggetto segnalato, procederà con l’azione disciplinare.
Ma forse non tutti sanno che il tesserato o l’affiliato che ritenga lesi i diritti e gli interessi che l’ordinamento sportivo gli riconosce, può ricorrere autonomamente e direttamente al Tribunale Federale (art. 49 Regolamento di Giustizia FISE).
Così come forse non tutti sanno che il tesserato o l’affiliato che sia titolare di una situazione giuridicamente protetta nell’ordinamento federale può altresì intervenire nel giudizio dinanzi al Tribunale Federale intrapreso dal Procuratore Federale (art. 53 Regolamento Giustizia FISE).
Per quanto concerne la prima ipotesi occorre tenere presente che il ricorso deve essere presentato entro trenta giorni dalla conoscenza del fatto e, comunque, non oltre un anno dall’accadimento. Tempi stretti, quindi, ed inoltre è richiesto al ricorrente il versamento di un “contributo per l’accesso ai servizi di giustizia”. Oltretutto, ovviamente, il ricorso non può essere presentato se già pende un procedimento dinanzi al Tribunale Federale per gli stessi fatti.
Per quanto concerne l’intervento, come detto, il giudizio viene introdotto dal Procuratore Federale con atto di deferimento e la parte interessata (che per capirci, in relazione agli illeciti dei quali ci occupiamo, è la parte offesa dall’illecito) può intervenire costituendosi in giudizio entro cinque giorni prima dell’udienza.
L’evidente vantaggio derivante dall’intervento è che la parte offesa ha la possibilità di affiancarsi all’azione svolta dal Procuratore Federale, esporre le sue proprie ragioni, tutelare i propri interessi e diritti lesi e soprattutto, sotto il profilo psicologico, non vedersi estromessa e tenuta all’oscuro di quanto si sta profilando nel corso del giudizio (dell’esito del quale, diversamente, verrebbe a sapere solo con la pubblicazione della decisione).
Ma l’altro incontestabile vantaggio è rappresentato dalla circostanza che in ipotesi di esito negativo o insoddisfacente della decisione in primo grado, la parte offesa potrà presentare reclamo (appello) anche nell’ipotesi in cui la Procura Federale decidesse di non proporlo.
L’art. 56 del Regolamento di Giustizia prevede infatti che il mezzo per impugnare le decisioni del Tribunale Federale sia esclusivamente il reclamo della parte interessata innanzi alla Corte Federale di Appello; e sfidiamo a negare che la parte offesa che ha già partecipato al giudizio di primo grado non possa qualificarsi “parte interessata”.
Il Cavallo Rosa offrirà gratuito patrocinio a mezzo dei suoi consulenti legali a tutti i tesserati (e agli affiliati) che intendano intervenire, in qualità di persona offesa (o parte interessata) nei procedimenti avviati su loro segnalazione a carico di quei tesserati che si siano resi responsabili di illeciti per violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.
Pari servizio verrà offerto a quanti decidessero, ricorrendone le condizioni, di presentare invece direttamente e autonomamente ricorso al Tribunale Federale, sempre e solo per le ipotesi di illecito disciplinare riconducili ai reati di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.