Manifesto contro gli abusi

Un manifesto a difesa delle donne, dei bambini e delle bambine nello Sport, contro la violenza e gli abusi

Un manifesto per tutti, un manifesto da sottoscrivere e da condividere, da firmare o semplicemente da leggere, un manifesto per i campioni o per quanti lo diventeranno, per le loro mamme e papà: il Cavallo Rosa, Associazione contro gli abusi nello Sport, lancia un manifesto-appello a difesa delle donne e dei bambini all’interno dello Sport.
Quello degli abusi e’ un problema reale e drammatico che investe tutte le discipline, un fenomeno oscuro e occulto, eppure presente e doloroso.
Ma si può sconfiggerlo e forse prevenirlo attraverso pochi ma decisivi correttivi ai regolamenti di giustizia sportiva e attraverso una formazione ‘etica’ sul tema del contrasto alla violenza e agli abusi destinata ai coach e agli istruttori, agli atleti, ai loro genitori.
La consapevolezza crea cultura: prendere coscienza di un problema intollerabile per una comunità educante – come quella sportiva – è il primo passo.
Altri ne verranno, si tratta di iniziare. Partiamo da un impegno, anche piccolo, per costruire il futuro.
Mandateci la vostra adesione: cavallorosaodv@gmail.com

Manifesto contro la violenza sessuale e gli abusi su minori nello Sport

“L’allenatore è una figura sacra per il giovane atleta, come lo sono e lo devono essere i genitori, i medici, i preti. Figure da cui ci si attende amore, attenzione, cure e sostegno. Se arriva qualcosa di opposto e orribile, la società in questo caso sportiva deve possedere gli anticorpi del caso. I responsabili accertati di pratiche discutibili, inopportune e a maggior ragione criminali devono sparire per sempre dal rango dei tecnici e degli istruttori” (Franco Arturi, Fondazione Candido Cannavò)

 
Il Cavallo Rosa, associazione contro gli abusi nello Sport, promuove un Manifesto contro la violenza sessuale e gli abusi su giovani atleti e atlete, rivolgendo un appello al Coni e alle Federazioni sportive italiane in quanto garanti del ruolo educativo della comunità sportiva, affinchè:
 
  • Ogni atleta si possa sentire protetto e al riparo da ogni forma di abuso fisico, emotivo e sessuale.
  • Ogni atleta possa crescere in un ambiente sano, accogliente e rispettoso dove sia accettata ogni forma di diversità.
  • Ogni atleta possa usare il proprio talento sportivo per contribuire al benessere della propria comunità e crescere dentro e fuori dal campo di gara.
  • Ogni atleta possa contare e fare affidamento su coach, istruttori e tecnici che abbiano seguito un iter formativo improntato alla consapevolezza, al rispetto, all’educazione e all’etica.
 
Il Cavallo Rosa chiede – alla luce dei casi di violenza sessuale e di abusi su minori accertati dalla Procura Generale del Coni e dei procedimenti giudiziari a carico di coach, istruttori e tecnici – che:
  • Siano pretesi i certificati penali e dei carichi pendenti dai collaboratori sportivi per evitare che coach o tecnici Federali condannati in sede penale possano continuare a svolgere la loro professione, minacciando giovani vite. Prevedendo altresì, in caso di mancata allegazione, la sospensione dall’incarico sino alla regolarizzazione.
  • Sia elevato il limite della prescrizione per gli illeciti disciplinari legati alla violenza sessuale e agli abusi su minori all’interno del mondo sportivo da quattro a dieci stagioni sportive per facilitare le denunce e permettere a una bambina o a un bambino di crescere e denunciare.
  • Siano modificati i regolamenti di giustizia sportiva federale con la previsione dell’illecito disciplinare di violenza sessuale e abusi su minore con l’esclusiva previsione della sanzione della radiazione.
  • Sia impedito che un radiato da una disciplina sportiva per violenza sessuale e abusi su minore possa tesserarsi in altra e diversa disciplina.
  • Siano adottati dalle singole Federazioni sportive i codici etici per istruttori, allenatori e tecnici, introducendo parallelamente nei Regolamenti di Giustizia sanzioni disciplinari in caso di violazioni.
  • Siano tutelate le vittime, sanzionando quei tesserati che ne infangano il buon nome e adottando ogni possibile strumento e provvedimento – anche cautelare – volto ad assicurare ai testimoni e alle vittime la possibilità di proseguire correttamente e serenamente la loro carriera agonistica.
  • Siano previsti corsi obbligatori di formazione professionale dedicati al tema del contrasto alla violenza sessuale e agli abusi su minore per tutti i coach, istruttori e tecnici. La prevenzione, l’educazione e la consapevolezza sono tappe fondamentali per costruire un ambiente sportivo sano
  •